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martedì 28 maggio 2013

The Housewife, the Referee and the Undertaker

Nel ristretto novero delle nostre convinzioni primeggia il monito a non giudicare un libro dalla copertina, a maggior ragione se l'autore si chiama Leonard Cohen e se un autorevole sito giudica eccellente la qualità del manufatto. Malgrado una veste grafica delle meno attraenti The Housewife, the Referee and the Undertaker è un ottimo bootleg tratto dall'esibizione del 21 maggio 1993 alla Congresshalle di Zurigo, uno dei numerosi concerti del Future World Tour intrapreso per promuovere l'album The Future uscito alla fine dell'anno precedente. Alcune registrazioni di questo periodo confluiranno in Cohen Live del 194, insieme ad altre risalenti al tour I'm Your man del 1988. Dalla trasmissione radiofonica del concerto di Zurigo furono tratti numerosi bootleg, più o meno completi. La formazione che accompagna Leonard Cohen non è specificata ma si tratta presumibilmente di quella del tour, sotto elencata. Non giudicate un libro dalla copertina...
                 Live at Congresshalle, Zurich, May 21st, 1993

 1 - Dance Me to the End of Love
 2 - The Future
 3 - Bird on a Wire
 4 - Anthem
 5 - Chelsea Hotel
 6 - Democracy
 7 - Joan of Arc
 8 - Closing Time
 9 - Take this Waltz
10 - Hallelujah
11 - So Long, Marianne

The Future Word Tour 1993 Musicians:
Bob Metzger:  guitar, steel pedal guitar
Jorge Calderon:  bass
Bill Ginn:  keyboards
Paul Ostermayer:  keyboards, saxophone
Bob Furgo:  violin, keyboards
Steve Meador:  drums
Julie Christensen & Perla Batalla:  back-up vocals



sabato 25 maggio 2013

Unsampled

I Family Fodder più che un gruppo stabile sono un eccentrico collettivo di musicisti nato a Londra intorno alla metà degli anni Settanta, dotato di uno spirito gioioso e irriverente che li distingueva da altre formazioni un po' tetragone con le quali pure condividevano esperienze e collaborazioni. Potremmo dire che i Fodder stavano ai Gong come i This Heat agli Henry Cow. Questo approccio giocoso si rivela anche nel frequente utilizzo di pseudonimi e alter ego con i quali pubblicarono album e singoli (Frank Sumatra and the Mob, The Lo Yo Yo...) rendendo difficile l'esistenza ai maniaci delle discografie. Con la sigla principale ebbero l'onore di figurare nella celebre NWW List e sono tuttora attivi avendo pubblicato nel 2010 l'album Classical Music e una serie di dischi di minor lunghezza intitolati appropriatamente Singularity
Tra i fondatori del gruppo John Pearce si distingue per un abuso quasi patologico di pseudonimi: Alig è il più frequente, ma anche Johnny Human, Frank Sumatra, Johnny Kash, Alig Fodder, Dean Fodder e altri. Sigle sotto le quali ha realizzato un buon numero di uscite discografiche che vanno ad aggiungersi a quelle dei Fodder e alle non infrequenti apparizioni in album di artisti a noi cari: The World on my Plates di Hermine Demoriane, La Debutante di Sonoko e Les Tueurs de la Lune de Miel degli Honeymoon Killers, l'incarnazione new wave degli Aksak Maboul di Marc Hollander. Piccole gemme di metà Ottanta recentemente ristampate da Crammed e LTM.
In tema di giochi verbali Unsampled non è propriamente un sampler della Alligator Discs ma un'affascinante ricombinazione degli stessi musicisti che sotto fantasiosi nomi mescolano con disinvoltura le più disparate influenze musicali: si va dall'iniziale Black Light Black Noise un po' nello stile di Tracy Chapman a una versione a cappella di Sunny Afternoon dei Kinks, ethnologic forgeries e possible musics, chanson e cabaret, cover di Marc Hollander (Kopf Bis Fuss), di Serge Gainsbourg (Les P'tits Papiers) e del nostro Murolo (Maladia). Unsampled, inoltre, finisce per non essere un sampler perchè la Alligator, omonima della più celebre etichetta blues, sembra aver pubblicato solo altri due dischi: un singolo di Professor Zoom nel 1994 e Foreverandever di Alig nei panni di Johnny Human due anni dopo. Buon divertimento!



 1 - Vox Humana:   Black Light Black Noise
 2 - Vox Humana:   Wearing the Moon?
 3 - Professor Zoom:   Urban Menace
 4 - Johnny Human & Peckham Rose:   Waiting for my Man
 5 - Vox Humana:   Hey Nonny No!
 6 - Vox Humana:   Galapagos
 7 - Fishermen's Friends:   Sunny Afternoon
 8 - Remy Laporte:   Concience
 9 - Vox Humana:   Mating Call
10 - Professor Zoom:   Get Yours
11 - Johnny Human:   Kopf Bis Fuss
12 - Vox Humana:   Heartbeats
13 - Johnny Human:   Money Not Sexy?
14 - Johnny Human:   Les P'tits Papiers
15 - Professor Zoom:   1965
16 - Vox Humana:   Quango
17 - Vox Humana:   Not Enough Indians
18 - Gail Tao:   The Songlines
19 - Johnny Human:   Maladia


Johnny Human:   accordion, guitar, keyboards, vox
Gail Tao:   vox, backing vox
Remy Laporte:   vox, guitar, percussion
Professor Zoom:   string bass, vox *
Mick Hobbs:   bass
Liduina van der Sman:   alto sax, vox *
Bill Wyler:   vox, acoustic guitar
Steve Gibbs:   violin, vox *
Louisa McCabe:   vox *
Graham Painting:   guitar, acoustic guitar, drums
Matthew Dixon:   oboe
Rose Bernez:   vox
Rick Wilson:   drums, percussion
Dic Jude:   drums
Bongo Massif:   bongoes
Sam Alexander:   percussion
Douglas Currie:   tambourine

* The Fishermen's Friends




mercoledì 22 maggio 2013

Ballistic Ejecta

Frammenti (ejecta) proiettati (ballistic) da un'eruzione vulcanica o dallo schianto di un aerolite o dall'impatto con le vicende dell'esistenza. Pezzi lanciati a distanza e guidati da forze oscure e impersonali ad assumere nuove transitorie sembianze sfolgoranti di quell'energia che solo i cascami di eventi traumatici sembrano possedere. La musica del periodo a cavallo tra Ottanta e Novanta pare permeata dal tentativo di fondare un nuovo umanesimo dopo la ventata abrasiva e purificatrice del punk e della cultura industriale. Se i Fragment si distinguono da tanti gruppi contemporanei è per la consapevolezza con la quale si sintonizzano sullo spirito del tempo (Geist è il titolo di uno dei brani del disco) e lo restituiscono all'ascoltatore dopo averlo metabolizzato e trasmutato. Nome del gruppo, titolo dell'album, grafica e musica realizzano nel loro insieme un'unità concettuale che ha conservato intatta la sua forza a due decenni di distanza. Nel sound dei Fragment si fondono compiutamente il romanticismo del post-punk inglese, l'emotività metronomicamente trattenuta di ascendenza teutonica (Neu!, LA Dusseldorf), passaggi chitarrisitici nervosi e taglienti quasi no wave, ritrose ombre psichedeliche. Tra i nostri brani preferiti Nothing is So Easy con il suo sviluppo ipnotico, l'mprovvisazione in studio Vincent Price, il crescendo di Jigsaw con la malinconica chiusura di sax che riporta alla mente i Passiflora.
Ballistic Ejecta è l'unico album dei Fragment, gruppo di Cologno Monzese dall'esistenza troppo breve. Forse non ne saremmo nemmeno venuti a conoscenza se non fosse stato per l'amicizia che legava il Kollettivo a Dario, bassista del gruppo all'epoca molto attivo nel fandom fantascientifico milanese come narratore, poeta, saggista e collaboratore della fanzine La spada spezzata. Autoprodotto e pubblicato in proprio il disco venne registrato nel gennaio 1993 con la produzione artistica di Enzo Onorato degli Underground Life, importante gruppo della wave italiana del periodo. Un album che meriterebbe una ristampa, magari arricchita degli unici altri due brani pubblicati dai Fragment: Afraid presente nella raccolta Malambro del 1990 e Autobahn in Movimenti italiani '91.


Fragment:  Ballistic Ejecta  (FRGCD 001, 1993)                    

Autoprodotto da Fragment
Produzione artistica di Enzo Onorato

 1 - Rainfall                    
 2 - Indecision Seasons
 3 - Nothing is so easy
 4 - Geist
 5 - Jigsaw
 6 - Fango
 7 - Gorgo
 8- Heaven is 7
 9 - Oltre il Muro
10 - Vincent Price

Michele D'Alessandro:  batteria, tamburello, timpani
Ferruccio Monesi:  tastiere, pianoforte, voce solista in Indecision Seasons, campionamenti
Carmine Palimento:  chitarra elettrica e acustica, voce solista in Jigsaw e Heaven is 7, armonica
Dario Sciunnach:  basso elettrico e acustico
Massimo Silva:  chitarra elettrica, voce solista, controcanto in Heaven is 7 e Jigsaw

Barbara e Monica De Gregorio:  cori
Nicola Calgari:  sax contralto in Indecision Season, sax tenore in Jigsaw
Roberto Barbini:  fisarmonica in Rainfall
Enzo Onorato:  urla in Gorgo







martedì 21 maggio 2013

Tops of Trees

Carol Emanuel è un'arpista di formazione classica (ha studiato tra gli altri con Gunther Schuller) che nella sua carriera ha toccato i più disparati generi musicali. Fedele collaboratrice da più di vent'anni di John Zorn, con il quale ha inciso album memorabili come Spillane, Godard e Filmworks, passa con disinvoltura dalla musica classica (Los Angeles Chamber Orchestra) al jazz (Anthony Braxton), dall'avanguardia (Arto Lindasday, Seigen Ono, Bobby Previte) al pop di classe (Neil Sedaka, Bjork, Cindy Lauper, gli Oingo Boingo del prolifico autore di colonne sonore Danny Elfman). A fronte di queste numerose ed eclettiche collaborazioni la Emanuel ha pubblicato solo due dischi a proprio nome: questo Tops of Trees e, nel 2010, Allow to Happen, che si avvale di musicicsti come Tony Levine, Jerry Marotta, Marc Ribot e Greg Cohen.
Tops of Trees, pubblicato in contemporanea nel 1995 dall'americana Koch Jazz e dalla giapponese EVVA, contiene dieci composizioni scritte appositamente da autori come Evan Lurie, Guy Klucevsek, Wayne Horvitz e naturalmente John Zorn.  


Carol Emanuel, Tops of Trees (1995)                                                
Produced by Bobby Previte

 1 - Travel  (Evan Lurie)
      Carol Emanuel:  solo harp

 2 - Christ Mass  (Butch Morris)
     Michele Kinney:  cello
     Myra Melford:  harpsichord
     Brandon Ross:  guitar
     Carol Emanuel:   harp

 3 - Singing Sands  (Guy Klucevsek)
     Mark Feldman:  violin
     Guy Klucevsek:  accordian
     Carol Emanuel:  harp

 4 -  Tazmanian Devil  (John Zorn)
       Carol Emanuel:  solo harp

 5 - Blue Ridge  (Amy Rubin)
      Amy Rubin:  bass & keyboard
      Steve Solerna:  guitar
      Tiger Bemford:  tabla
      Carol Emanuel:  harp

 6 - Diminishing Returns  (Anthony Coleman)
      Anthony Coleman:  piano
      Marc Ribot:  guitar
      Roy Nathanson:  soprano saxophone
      Carol Emanuel:  harp

 7 - Parallel Play  (Marty Ehrlich)
      Hank Roberts:  cello
      Marty Ehrlich:  bass clarinet
      Carol Emanuel:  harp

 8 - Listening to Robin  (Wayne Horvitz)
      Vickie Bodner:  oboe
      Carol Emanuel:  harp

 9 - How Long is the Coast of Brittainny?  (Bobby Previte)
      Bobby Previte:  drums
      Jerome Harris:  guitar
      Steve Gaboury:  keyboard
      Nickky Gregoroff:  vocal
      Carol Emanuel:  harp

10 - Looking for America  (Bill Frisell)
        Carol Emanuel:  harp
     



     


sabato 4 maggio 2013

This Rhythm Is Mine

Nata nel 1959, Sally Barker inizia la sua carriera musicale come cantante e chitarrista folk e blues nel duo formato con il bassista Chris Watson. Dopo la consueta gavetta in club e pub delle Midlands, il duo comincia a farsi conoscere come supporter di Steeleye Span, Roy Harper e Gordon Giltrap. Fornita di queste credenziali Sally si trasferisce nel 1986 a Londra, esibendosi con Fairport Convention, Taj Mahal e nuovamente Roy Harper. Nel 1990 fonda il gruppo folk The Poozies con Karen Tweed e Patsy Seddon, proveniente dalle Sileas. Dopo collaborazioni con gli Show of Hands, Pete Morton e Janet Russell, due anni dopo partecipa a The World is a Wonderful Place, tributo a Richard Thompson. Sempre in tema di omaggi a grandi autori, nel 2008 intraprende un tour denominato Joni Mitchell Project insieme a Glenn Hughes e Debbie Cassell. Il tributo alla grande musicista canadese approda su disco nel 2010 con l'album Conversation. The Joni Tapes (Vol. 1).

This Rhythm Is Mine del 1990 è il terzo album di Sally Barker, dato alle stampe lo stesso anno in cui ha occasione di esibirsi in Germania con Bob Dylan e Robert Plant. Pubblicato dalla Hannibal di Joe Boyd il disco si avvale di collaboratori prestigiosi provenienti dal giro Fairport Convention - Jethro Tull (Dave Mattacks, Martin Allcock, Dave Pegg), Pentangle (Danny Thompson) e, in brano, della presenza di Dave Davies dei Kinks.


A proposito del citato Joe Boyd, chiudiamo il post con la segnalazione del sito Resonance FM su cui è possibile ascoltare le puntate del suo programma Lucky 13. Imperdibile!



01 - Money's Talking   (Sally Barker)
02 - This Rhythm Is Mine   (Sally Barker)
03 - Angry Women   (Sally Barker)
04 - Lay Your Body Down   (Sally Barker)
05 - While You Sleep   (Sally Barker)
06 - Big World  (Sally Barker)
07 - Chinese Whispers   (Sally Barker)
08 - Or Did You Jump   (Sally Barker)
09 - Married Man   (Barker / Shaw / Devenay)
10 - The Simple Life   (Barker / Carlin / Kealey)
11 - Chains   (Barker / Carlin / Kealey)
12 - Another Train   (Pete Morton)